De-De. In queste due sillabe, che non corrispondono a un possibile nome di un funambolico terzino brasiliano, si riassume molto del voto regionale in Campania. Il De di De Luca e il De di De Laurentiis. E’ nel fronte del centrosinistra il presidente campano uscente, mentre il presidente del Napoli Calcio è richiestissimo da entrambi gli schieramenti. Data la popolarità di Adl, una sua parola, un sorriso o anche mezzo, una carezzina o una pacca, a favore della destra o della sinistra, di Cirielli o di Fico, potrebbe contare moltissimo. Perciò l’altra sera al Maradona, per Napoli-Inter, c’erano tanti candidati dell’uno e dell’altro fronte, tutti vogliosi se non di un endorsement - De Laurentiis è troppo furbo per concederne - almeno di un cenno di benevolenza. Che lui, il presidentissimo dei due scudetti azzurri, ha concesso soltanto a Sangiuliano, l’ex ministro ora capolista di FdI seduto al suo fianco allo stadio ma Aurelio l’ha buttata sul tifo e non sulla politica: «Gennaro, hai portato fortuna al Napoli, quindi devi venire sempre allo stadio».
E comunque, è vero che Adl è in ottimi rapporti con la destra al potere e gli capita di intrattenersi anche in maniera conviviale con i ministri importanti, - quando è andato dopo l’estate da Meloni a Palazzo Chigi è girato il gossip: ora Giorgia candida lui in Campania! - ma ha stima, ricambiato, per De Luca e i due sono uniti dalla questione del nuovo stadio. Entrambi vogliono costruirlo nella zona di Poggioreale, pur essendo considerata quest’area poco adatta a ospitare una grande struttura calcistica. Il problema è che Manfredi, vero sponsor di Fico, con Adl non va affatto d’accordo e anche o soprattutto per la questione stadio. Se vincesse la sinistra l’impianto che sta molto al cuore al presidente azzurro non si farà, mentre se vince la destra verrà costruito? E’ questo che fa sperare il fronte Cirielli - con noi avrai lo stadio - in un eventuale appoggio di Adl. Ma Aurelio fa la sfinge ed è naturale che si comporti così, visto che da imprenditore e da simbolo della città deve mantenere ottimi rapporti con chiunque dei due concorrenti arrivi alla vittoria per poi governare.










