Roberto Rossellini – Più di una vita (nelle sale il 3-4-5 novembre), ha vinto il Premio del Pubblico alla Festa del Cinema di Roma e racconta, attraverso un ricco archivio, la vita di Rossellini negli ultimi vent’anni della sua carriera. “Questo documentario è un lavoro famigliare”, dice Isabella Rossellini

di Antonella Matranga

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Elegante e sorridente, stretta in un tubino nero con le maniche in pizzo e senza un filo di trucco Isabella Rossellini splende di felicità alla presentazione alla Festa del Cinema di Roma del documentario Roberto Rossellini – Più di una vita di Ilaria de Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti (nelle sale il 3-4-5 novembre). Il film che ha vinto il Premio del Pubblico racconta, attraverso un ricco archivio, la vita di Rossellini negli ultimi vent’anni della sua carriera quando era in crisi e affamato di vita, si reinventava e resisteva, cercando di liberarsi da quei cliché che rifuggiva, e tracciando il ritratto di un’artista rivoluzionario e contraddittorio.

“Questo documentario è un lavoro familiare – precisa Isabella Rossellini con la sua inconfondibile erre – anche per il mio coinvolgimento personale e di Alessandro Rossellini, il nipote di mio padre. E grazie a lui e a tutta la mia famiglia che si è potuto realizzare il documentario. Sono cinquant'anni che conserviamo tutte le lettere, le carte e ogni minuzia. Cose che spesso vanno perse o vendute: magari con una lettera firmata da Federico Fellini qualcuno si è pagato la bolletta del telefono. I Rossellini invece hanno conservato tutto. Spesso si parla dei miei genitori come figure di successo, ma raramente si riesce a coglierne l’essenza profonda. Questo documentario invece ci riesce”.