«Da piccola mi dicevano che facevo l’attrice per approfittare dei miei genitori. Quando ho avuto la nomination agli Oscar (quest’anno, per il film Conclave, ndr) ho sentito di averli onorati, proprio come recita il comandamento biblico». Ospite stasera a Belve, Isabella Rossellini ripercorre con Francesca Fagnani la propria carriera. Figlia d’arte di Ingrid Bergman e Roberto Rossellini, attrice, diva nonché modella con il cachet più alto dell’epoca, oggi Rossellini vive in America, in una fattoria nello Stato di New York. «Non mi sono mai sentita una diva ma dopo la nomination all’Oscar all’improvviso in America non sono più Isabella Rossellini, ma “Academy award nominee Isabella Rossellini”. Credo abbia cambiato anche per me la percezione di me stessa».
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«All’inizio, siccome ero molto femminista quando ero giovane, avevo un po’ di difficoltà a essere modella perché mi sembrava di andare dalla parte del nemico, di essere diventare un oggetto», svela a Belve, «poi ho detto: no anche l’indipendenza finanziaria è l’essenza dell’indipendenza». E il lavoro di modella poteva garantirgliela: «In tutti i mestieri che ho fatto le donne modelle sono pagate più dei modelli uomini. La donna bella ha un potere che io ho saputo gestire». Parlando del suo tenore di vita, Rossellini svela che a volte la sua famiglia si imbarazza ad ammettere di essere in difficoltà: «Non mi hanno mai sfruttata economicamente – assicura – ma a volte per vergogna di chiedermi dei soldi mi raccontavano tali tragedie che mi veniva il batticuore per la famiglia. Poi scoprivo che tutti quei guai erano meno gravi e quindi mi avrebbero potuto sollevare dal patema d’animo e dalla preoccupazione».











