Milano, 30 ott. (askanews) – Regione Lombardia conferma il proprio impegno a sostegno delle politiche giovanili, incrementando di 390.794 euro la dotazione finanziaria del bando “La Lombardia è dei Giovani” 2025/26, promosso dal Sottosegretario Sport e Giovani Federica Picchi in collaborazione con Anci Lombardia. Con questo provvedimento, approvato dalla giunta Regionale, la dotazione complessiva passa da 1,48 milioni a 1,87 milioni di euro, consentendo di scorrere la graduatoria già uscita e finanziare ulteriori progetti presentati dai Comuni e dai partenariati territoriali che erano risultati ammissibili ma non finanziati a causa delle numerose domande progettuali pervenute.
Il Sottosegretario con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi, ha dichiarato: “Con questo incremento vogliamo dare un segnale concreto ai territori e ai tanti giovani che desiderano essere protagonisti responsabili nelle proprie comunità. “La Lombardia è dei Giovani” è uno strumento che funziona, capace di far nascere progetti di qualità nei comuni grandi e piccoli, promuovendo collaborazione, innovazione sociale e senso civico. Quest’anno la domanda è stata capillare su tutto il territorio lombardo, questo ci rende orgogliosi, ma ci dà anche una grande responsabilità. Aumentare le risorse significa credere ancora di più nel potenziale dei nostri ragazzi e rafforzare quella rete di associazioni e amministrazioni, oratori e spazi civici che rappresentano il cuore della partecipazione lombarda. Ringrazio ANCI Lombardia per la proficua collaborazione che stiamo portando avanti e che ha permesso di alimentare e sostenere una fitta rete di informagiovani, ricchezza dei territori ed esempio virtuoso di come Regione e Comuni possano lavorare insieme per costruire politiche giovanili efficaci e durature. I nuovi fondi permetteranno di ampliare la rete dei servizi Informagiovani, potenziare i luoghi di aggregazione e favorire la nascita di nuove progettualità rivolte agli under 35, valorizzando la collaborazione tra istituzioni locali, associazioni e realtà educative”.






