Cos’ha spinto il collettivo francese Les Passagers Du Vide a camminare su una fune lunga 800 metri e larga 2 cm, tesa tra due cime sul massiccio del Monte Bianco? «La grande bellezza dell’inutile», risponde Antoine Cretinon. Ma sono la passione per l’avventura e la denuncia ecologica le vere sfide di questi alpinisti speciali

di Francesca Ferri

Camminano, sospesi, tra terra e cielo. Danzano tra cime rocciose e nevi perenni. In bilico tra la paura del vuoto e l’adrenalina del volo. Sono i funamboli del collettivo francese Les Passagers du Vide. Lo scorso giugno hanno “percorso” una fune lunga 800 metri e larga appena 2 cm che collegava il Dente del Gigante al Mont Mallet, a oltre 4.000 metri sul livello del mare e a 700 metri di altezza sul ghiacciaio delle Périades, nel massiccio del Monte Bianco. «È stata la nostra prima mondiale a questa altitudine», racconta l’alpinista francese Antoine Cretinon.

FRANCESCA FERRI: Come vi è venuta l’idea di lavorare con il vuoto?

ANTOINE CRETINON: «Siamo sempre stati guidati dall’estetica di questo sport. Installare una highline non è solo un’impresa tecnica: dietro ogni linea c’è una logica artistica. L’idea è venuta proprio dopo averne collocate alcune highline sul massiccio del Monte Bianco. Erano tutte lunghe tra i 15 e i 100 metri, per lo più tra due cime vicine. Volevo passare a un livello superiore: riuscire a realizzare un progetto su larga scala, in squadra, questa volta tra due cime distinte. Abbiamo quindi collegato le Aiguilles d’Arves, a 3.500 metri di altitudine, distanti 480 metri l’una dall’altra. Ma volevamo andare oltre, più in alto. Il Dente del Gigante e il Mont Mallet sembravano l’ovvia destinazione: due cime rappresentative del massiccio, visibili quasi dappertutto».