Dopo lo stop della Corte dei Conti al Ponte sullo Stretto, la premier Giorgia Meloni convoca un vertice a Palazzo Chigi. L’intenzione del governo è andare avanti con i lavori nonostante i magistrati contabili abbiano negato il visto di legittimità alla delibera del Cipess sull'opera. La soluzione sembra essere quella di varare una deliberazione specifica del Consiglio dei ministri, che ha il compito di valutare se l'atto in questione risponda a interessi pubblici di rilevanza superiore e quindi debba essere eseguito comunque. La misura allo studio la spiega Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia: «Se il Consiglio dei ministri confermerà la necessità dell'atto, la Corte dei Conti dovrà comunque ordinare la registrazione dell'atto, apponendo un visto con riserva. Un atto registrato con riserva acquisisce piena efficacia legale, cioè può essere eseguito normalmente, ma rimane comunque una possibile responsabilità politica per il governo, cosa che francamente non ci spaventa».
La Corte dei Conti si difende dalle accuse della presidente del Consiglio e dei ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, sostenendo che «la Sezione di controllo di legittimità si è espressa su profili strettamente giuridici della delibera Cipess, relativa al Piano economico finanziario afferente alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, senza alcun tipo di valutazione sull'opportunità e sul merito dell'opera». I magistrati contabili ricordano che «il rispetto della legittimità è presupposto imprescindibile per la regolarità della spesa pubblica, la cui tutela è demandata dalla Costituzione alla Corte dei Conti. Le sentenze e le deliberazioni della Corte non sono certamente sottratte alla critica che, tuttavia, deve svolgersi in un contesto di rispetto per l'operato dei magistrati».










