A FdI non sarebbe convenuto intestarsi il Veneto, in cui tutti avrebbero comunque rimpianto Zaia, ma lo squilibrio era talmente forte che soltanto dopo la vittoria nelle Marche con Francesco Acquaroli la Meloni ha consentito alla Lega di candidare Alberto Stefani, deputato emergente di 33 anni, esigendo però una cospicua rappresentanza in giunta e ricevendo da Salvini (pure tra forti mal di pancia interni) l'assicurazione di avere la Lombardia nel 2028. Luca Zaia ha, perciò, deciso di candidarsi come capolista in tutti i collegi, sostenendo che il campo di battaglia impervio è il suo terreno preferito (anche all'interno del centrodestra). Il suo futuro è pieno di opportunità. La più vicina potrebbe essere, naturalmente, la presidenza del Consiglio regionale del Veneto. Se così non fosse, nel febbraio 2026 potrebbe sostituire Alberto Stefani nel seggio alla Camera rimasto libero dopo la sua eventuale elezione alla presidenza del Veneto. Oppure ottenere la presidenza dell'Eni, in attesa di diventare ministro nel 2027 qualora la Meloni dovesse vincere di nuovo le elezioni, o anche prima se si liberasse un incarico di governo. O, ancora, diventare sindaco di Venezia, incarico che gli sarebbe quanto mai gradito perché pienamente operativo, garantendo al centrodestra la vittoria in una città simbolo.