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Lo scienziato Iyad Rahwan studia il rapporto uomo-macchina: "La responsabilità morale è sempre nostra"
Sono passati quasi dieci anni dal suo quesito etico più famoso. Il dilemma of autonomus vehicles nasce da un paradosso morale, tutti vogliono che le auto a guida autonoma prendano decisioni "etiche", ma nessuno vuole subirle. Il passeggero va sacrificato per salvare tre bambini? Certo, l'importante è che il morituro non sia io. È l'ipocrisia dell'umano. Lo incontri al Premio Lagrange della Fondazione Crt, che ha appena vinto, a Torino, e sai già che sarà davvero stimolante chiacchierare con lui. Iyad Rahwan è uno di quegli scienziati che mettono in crisi i confini. Nato ad Aleppo, cresciuto tra Australia e Stati Uniti, ora dirige a Berlino il Center for Humans and Machines del Max Planck Institute. Studia il comportamento delle macchine come se fossero nuove specie sociali e si chiede cosa resti dell'uomo quando gli algoritmi iniziano a imparare da soli. È il filosofo inquieto dell'intelligenza artificiale, l'uomo che costringe la tecnologia a guardarsi allo specchio.






