Da ex villaggio di pescatori a meta preferita dai nomadi digitali di mezzo mondo. In questo angolo del Vietnam centrale tutto corre: i gigabyte, le moto, i nuovi ristoranti... E ovviamente la popolazione, che ha saltato molte tappe

di Stefania Medetti

A Da Nang tutto corre veloce: le onde, le moto, i gigabyte e anche la voce che questo sia il nuovo go-to-place dei nomadi digitali. Del resto, non sono molte le città in cui si mangia bene con pochi dollari, si naviga con una fra le connessioni più veloci del mondo e bastano quindici minuti per passare dal nastro bagagli di un aeroporto internazionale a una destinazione esotica, circondata da una natura mozzafiato. Siamo nel Vietnam centrale, affacciati sul Mar Cinese Meridionale, in un punto strategico per visitare le colline di Ba Na e le Montagne di Marmo, ma anche per godersi la spiaggia. I digital nomad la chiamano “la trappola di Da Nang”, una specie di Hotel California a cui è impossibile resistere. "Loro rappresentano un vero e proprio boom", conferma Myriam Moretto, sommelier con una carriera in ristoranti stellati fra Nizza, Monaco e Hong Kong, oggi al timone insieme allo chef e partner Oliver Corti di Le Comptoir, un ristorante di fine dining a un passo dalla spiaggia dei surfisti di My Khe. "Gli smart worker con piccoli e grandi portafogli arrivano da ogni angolo del mondo e hanno trasformato l’offerta in città. A differenza di pochi anni fa, oggi ci sono moltissimi locali digital friendly, soprattutto nella zona di An Thuong: si può fare colazione, lavorare, mangiare e partecipare a lezioni di yoga senza spostarsi di un metro".