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Ultimo aggiornamento: 18:29
Lavoravano spesso al freddo e nessuno aveva risolto il problema, così in un’alba di marzo si fermarono perché l’aria lungo la linea di montaggio della Fiat Panda nella fabbrica di Pomigliano d’Arco era ancor più gelida del solito. Uno sciopero, poi rientrato dopo una mezz’ora e la rassicurazione che avrebbero avuto un numero maggiore di pause durante il turno. Quei 30 minuti di stop però, secondo Stellantis, non erano un’astensione dal lavoro per rivendicare i propri diritti ma una semplice interruzione, quindi sanzionabile. Così nel giro di due settimane i dieci operai erano stati multati. Ora c’è la pronuncia del giudice a certificare che l’azienda ha tenuto un comportamento antisindacale come sosteneva la Fiom-Cgil che, lo scorso 16 maggio, aveva fatto causa davanti al Tribunale di Nola: era uno sciopero, senza dubbio, e quindi è stato violato lo Statuto dei Lavoratori.
La Fiom provinciale di Napoli aveva citato in giudizio Stellantis per quanto era accaduto nel sito di Pomigliano il 6 marzo, all’inizio del turno di mattina, poco dopo le 6. Lungo la “linea final 1”, dove si installano sedili, porte, volante e specchietti, scrivevano i metalmeccanici della Cgil, si erano verificati “a partire da gennaio” dei “malfunzionamenti all’impianto di riscaldamento/raffreddamento dell’aria” che causavano l’espulsione verso la linea “esclusivamente” di “aria fredda proveniente dall’esterno”. I lavoratori avevano iniziato “una serie di rimostranze e lamentele, sino a giungere a vere e proprie astensioni e/o interruzioni, anche parziali, dalla prestazione lavorativa”.






