Adesso i giudici hanno davvero scritto la parola fine: la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei quattro poliziotti condannati a un anno dalla Corte di Appello di Genova per aver picchiato il giornalista di Repubblica Stefano Origone durante una manifestazione contro un comizio di CasaPound. Era il 23 maggio del 2019 e ci sono voluti più di sei anni per arrivare a una pronuncia definitiva.
In oltre un lustro ci sono stati due processi nel capoluogo ligure, poi una pronuncia durissima della stessa Cassazione, infine un nuovo verdetto della Corte di Appello genovese che si è mossa fra “i paletti” indicati dalla Suprema Corte. Inevitabile, dunque, che adesso gli stessi giudici romani bocciassero il ricorso degli allora genti del Reparto Mobile Stefano Mercadanti, Luca Barone, Fabio Pesci e Angelo Giardina. Condannati per lesioni aggravate volontarie.
La Cassazione ha disposto pure la trasmissione degli atti all’amministrazione di competenza: spetterà dunque al ministero degli Interni prendere provvedimenti. Anche il procuratore generale della Corte di Cassazione aveva chiesto il respingimento del ricorso dei quattro imputati.
Origone (assistito nel procedimento penale dall’avvocato Cesare Manzitti, e in quello civile da Enrico Canepa ed Alessandro Repetto) può finalmente dire che «è una sentenza giusta, che arriva a sei anni dai fatti. In quel momento in cui stavo lavorando per il giornale che mi aveva inviato alla manifestazione, c’è stato un accanimento pesante: due dita e altrettante costole rotte, botte da tutte le parti, ci sono voluti sei anni per dire che non avevo fatto tutto da solo... Questa sentenza, pur severa, ha ristabilito la verità dei fatti».






