"Ritengo che le sanzioni amministrative di carattere fiscale, le cosiddette sanzioni dirette, non possano applicarsi, come, invece, talora ha ritenuto la Cassazione, ai professionisti, che assistono le società", e ciò "anche con riferimento alle chiare previsioni dell'articolo 7 del decreto 269/2003, secondo le quali le sanzioni debbano ricadere esclusivamente sulla persona giuridica o sul soggetto che ne abbia tratto effettivo beneficio, e tra questi non rientra sicuramente il professionista, che può essere, eventualmente, incorso in un errore.
Considerata anche la non assicurabilità delle sanzioni dirette, è quindi necessario che il governo ponga soluzione a questa iniquità, che penalizza soprattutto i commercialisti e quei professionisti che si occupano di materia tributaria".
Lo segnala il presidente di Lcd (Liberali cristiano-democratici) e deputato della Lega in Commissione Finanze alla Camera Andrea de Bertoldi, a seguito della risposta ottenuta dal ministero dell'Economia nel question time di oggi nell'organismo parlamentare.
La replica, spiega, "mi pare voglia dare un riscontro positivo e costituire un'apertura rispetto alle criticità espresse.
Ritengo, infatti, di poter leggere, nell'articolata risposta del ministero dell'Economia e delle finanze, l'indicazione che le sanzioni potrebbero applicarsi in modo diretto ai professionisti che assistono l'impresa, in contesti straordinari di concorso voluto e quindi doloso, insomma in situazioni nelle quali non ricadono l'ordinarietà delle violazioni amministrative di carattere fiscale".






