E' rimasta per un'ora cosciente tra le lamiere, accanto a lei la migliore amica Beatrice Bellucci ormai morta. Silvia Piancazzo, la 20enne che si trovava alla guida della Mini tamponata ad alta velocità sulla Cristoforo Colombo a Roma, «non ha mai perso conoscenza, fino all’arrivo in ospedale. Ha parlato con i vigili del fuoco mentre erano al lavoro per estrarla dall'auto», ha raccontato il padre.
Silvia oggi si trova ancora ricoverata all'ospedale San Camillo in prognosi riservata. Si è svegliata e respira autonomamente. «L'ulteriore miglioramento delle condizioni generali ha consentito la sospensione della sedazione e della ventilazione meccanica», ha spiegato il dottor Emiliano Cingolani, direttore facente funzioni della Uoc Shock e Trauma dell'azienda ospedaliera San Camillo Forlanini. «Oggi la ragazza è vigile e in grado di relazionarsi con i sanitari e i familiari, attende il completamento del percorso chirurgico ortopedico che avrà inizio quando le sue condizioni lo permetteranno».
«Silvia sa che la sua più cara amica non c’è più. È rimasta un’ora incastrata nelle lamiere prima che i vigili del fuoco riuscissero a tirarla fuori. È sempre stata cosciente, immagino che l’abbia chiamata e non sentendo risposta per tutto quel tempo abbia capito. Sarà stato terribile per lei, uno strazio. So che quando l’hanno estratta dalla macchina, è riuscita a dire qualche parola ai vigili del fuoco. Ha avuto persino la lucidità di consegnare a loro il suo orologio a cui tiene molto perché lo dessero a noi. Parlava, era cosciente. E questo per noi è un segnale di speranza. Deve farcela», ha raccontato Noè Piancazzo, il papà delle 20enne.











