Un anno nero. O meglio: da bollino rosso. Mentre si accendono, in vista della COP in Brasile, i riflettori sulle foreste di tutto il mondo, la Campania scopre di dover fare i conti con un numero record di incendi e con le conseguenze della crisi climatica. Aa inizio anno al 15 ottobre, sul territorio regionale, sono andati in fumo 6.129 ettari (+13% rispetto lo scorso anno) in 185 eventi. Quanto basta per fare della Campania la quarta regione in Italia dopo Sicilia, Calabria, Puglia, con performance significative (di cui non andare fieri) per Salerno, che guida la classifica a livello provinciale Salerno con 1929 ettari bruciati.
L’allarme arriva dai dati raccolti da Legambiente nel suo nuovo report, e presentati proprio oggi a Roma all’VIII Forum Forest: un report che deriva dall’incrocio tra i dati EFFIS da satellite Sentinel 2 che tengono conto anche degli incendi sotto gli 30 ettari. Ma non finisce qui: all’impennata degli incendi, si aggiunge l’accelerazione della crisi climatica, che – spiegano i ricercatori - contribuisce a rendere le foreste più fragili e vulnerabili con eventi meteo estremi sempre più intensi, ondate di siccità, e un’estate 2025 che per l’Italia, secondo Copernicus, è stata la quinta più calda registrata dal 1950 ed è stata segnata da un’anomalia termica di +1,62°C.Quanto basta per auspicare un cambio di paradigma.






