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Ultimo aggiornamento: 15:04
di Angelo Palazzolo
Lo scudo democratico proposto da Azione è uno schiaffo a tutte le menti libere, indipendenti e sinceramente democratiche del nostro Paese. Una misura che mira a diminuire il pluralismo delle fonti di informazione, restringendo di fatto il diritto ad un’informazione libera. Una proposta normativa paternalistica e autoritaria che tratta il cittadino come un suddito ignorante, a cui far indossare un paraocchi etichettato “scudo democratico”.
Ma andiamo con ordine e vediamo di capire in concreto di cosa stiamo parlando. Con l’Atto Senato 1472, il partito di Calenda propone un disegno di legge per modificare l’art. 61 della nostra Costituzione, così che, a certe condizioni, sia possibile interrompere il processo elettorale, annullare il voto (sic!) e farlo ripetere. In altre parole, si vuole costruire una cornice normativa a quello che è già successo in Romania con le elezioni del 24 novembre scorso e che ha riacceso la vexata quaestio del “paradosso democratico”: per difendere la democrazia si utilizzano metodi non democratici.







