VENEZIA - «A cosa mi dedicherò terminato il mio mandato? Per fortuna ho molte attività (e tante le ho lasciate da parte), come pure miei hobby personali. A casa ho un orto che però curano per me altre persone, perché io non ho il tempo di farlo. Magari ora avrò l'occasione».
Sorridente, anche se appesantito nel cuore, come da lui stesso sottolineato, a causa dell'inchiesta "Palude", il sindaco Luigi Brugnaro ha parlato ieri del suo futuro a margine della presentazione dell'iniziativa dedicata alle biblioteche del territorio. «Ho anche degli attrezzi per lavorare il legno, fermi da vent'anni. Comincerò ad utilizzarli. E poi ho tante aziende, oltre che cinque figli. La politica? Continua a piacermi e può essere portata avanti anche come facevo prima di diventare sindaco, occupandomi della cosa pubblica dicendo sempre la mia. Ciò che mi interessa è poter fare le cose: se sarà utile, per la mia città ci sarò sempre».
Poi, in tema di "impegni", il riferimento a quello che Brugnaro reputa essere ora il primo. «Mi riferisco all'inchiesta, un'infamia vera; qualcosa che mi porto dentro da mattina a sera. Mi vedete sorridente, ma vivo con questo pensiero. Sarà lunga».
Riguardo le dichiarazioni del senatore di Fratelli d'Italia, Raffaele Speranzon, che si è detto pronto a candidarsi a sindaco qualora il suo partito, alle regionali, risultasse il più votato, Brugnaro ha commentato: «Se l'ha detto lui». Mentre sul nome di Simone Venturini, oggi assessore, ha proseguito: «Sì, sono tutti nomi che girano. Penso che ne parleremo dopo Natale, in seguito alle regionali. Io comunque non sono coinvolto ha precisato Sono fuori dalla competizione e adesso mi dedico all'organizzazione di luci e albero di Natale. Sicuramente assisteremo ad un grande dibattito, in cui tutti diranno la loro».







