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Washington riduce la presenza militare in Romania e altri Paesi per riequilibrare le forze verso l’Indo-Pacifico. Bucarest parla di “aggiustamento tecnico”, ma la mossa ha peso simbolico

Gli Stati Uniti hanno deciso di ridurre parte della loro presenza militare in Romania e in altri Paesi dell’Europa orientale, in quella che viene descritta come una rivalutazione della postura militare americana nel continente. La notizia è stata confermata dal ministero della Difesa di Bucarest, che ha reso noto di essere stato informato della decisione da parte di Washington.

Secondo quanto dichiarato dalle autorità rumene, gli Stati Uniti hanno scelto di sospendere la rotazione in Europa di una brigata che aveva elementi distribuiti in diversi Paesi della NATO. Dopo questa rimodulazione, circa 800 soldati statunitensi rimarranno comunque schierati sul territorio rumeno, dove sono presenti basi chiave come Mihail Kogălniceanu, Deveselu e Câmpia Turzii. Il ministero ha precisato che la decisione americana si inserisce in un quadro di “rivalutazione delle esigenze globali”, sottolineando al tempo stesso che la cooperazione militare tra Washington e Bucarest resta “solida e strategica”.