Accoltellato per un discussione in macchina. È successo a Collegno, il piccolo Comune del Torinese in questi giorni scosso dall’omicidio di Marco Veronese. Proprio a poche ore di distanza dal delitto, mentre in via Sabotino i carabinieri acquisivano le telecamere di videosorveglianza e i giornalisti facevano domande per ricostruire cosa fosse, a tre chilometri di distanza un altro uomo veniva colpito con una lama. Un fatto che non c’entrerebbe niente con l’omicidio ma che allarma sulla violenza nella cittadina.

È il pomeriggio del 23 ottobre. Veronese viene ucciso all’1 e mezza notte. Mezza giornata dopo, in corso Palmiro Togliatti, due uomini discutono. Antonio Rubicondo, 66 anni, avrebbe tagliato la strada a diversi automobilisti. Uno di loro, 47 anni, scende dal veicolo e si avvicina alla macchina di Rubicondo, per chiedergli se stesse bene. Il 66enne abbassa il finestrino e non cerca un dialogo: accoltella il 47enne all’avambraccio sinistro. Dalla vettura scende anche il figlio della vittima, che ha assistito alla scena: per difendere il padre sfonda con un bastone di legno il parabrezza di Rubicondo.

Trovato un coltello vicino al corpo di Marco Veronese, il giallo dell’omicidio di Collegno