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Solo il 41% delle famiglie riesce a mettere da parte qualcosa, minimo dal 2018. Il 65% è insoddisfatto della moneta unica

Il 2025 segna una battuta d'arresto nel rapporto tra gli italiani e il risparmio, tradizionale pilastro della solidità economica del Paese. Secondo la 25sima indagine Acri-Ipsos, presentata ieri a Roma in occasione della Giornata mondiale del Risparmio, peggiorano le prospettive economiche, cala la fiducia nell'euro e aumenta la prudenza nella gestione delle risorse familiari. "Cresce l'ansia da mancanza di risparmio, anche perché la capacità effettiva di accantonare si riduce", rileva l'indagine, che prevede "una ulteriore compressione della capacità di risparmio nei prossimi 12 mesi". Il quadro è decisamente più fosco rispetto al 2024, anno che aveva lasciato intravedere un cauto ottimismo dopo le difficoltà del biennio post-pandemico e la crisi energetica. Ora, invece, la nuvola dell'incertezza torna a pesare su uno dei punti di forza del Paese.