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Dopo gli attacchi pro Pal, sotto processo il radicalismo di Elly. La Picierno allo scoperto
La censura pro-Pal a Emanuele Fiano, gli attacchi a viso aperto dai riformisti e pure i sospetti sul correntone degli "amici", che si dà appuntamento a Montepulciano per arginare dall'interno la segretaria Elly Schlein (foto a destra). Senza contare la reprimenda di Romano Prodi, andata in onda a Otto e Mezzo, su La7, venerdì sera. Insomma, il radicalismo della leader è sempre più un nodo da affrontare all'interno del Pd e nel fronte progressista. Una cartina di tornasole, secondo molti nella minoranza dem, è il trattamento riservato dalle frange studentesche a esponenti di centrosinistra non pregiudizialmente ostili allo Stato di Israele.
Un esempio? Quello che è accaduto all'ex deputato del Pd Fiano, cui è stato impedito di parlare all'Università Ca' Foscari di Venezia. "Molto grave aver impedito di farlo parlare", è stato il commento a caldo della segretaria lunedì sera, che ha chiamato l'ex parlamentare per esprimergli "la solidarietà del Pd". A tornare sulla vicenda, sottolineando l'atteggiamento di M5s e Avs, è lo stesso Fiano. "Quanto accaduto mi ha ricordato quello che è successo a mio padre nel 1938 quando fu cacciato dalla scuola dove studiava", ricorda.






