Certe canzoni non invecchiano. Al massimo cambiano abito, si riscoprono, rimettono in viaggio. È il caso di Self Control, un missile che nel 1984 proiettò un giovanissimo Raf nel firmamento del pop.
Quarant’anni dopo, quella stessa canzone continua a far ballare e cantare generazioni diverse e oggi torna a vivere in un tour teatrale che non ha nulla del revival ma molto della celebrazione condivisa. «Forse – racconta Raf – perché siamo alla fine di un’epoca in cui è difficile inventare qualcosa di completamente nuovo. E allora si va a ripescare ciò che nel passato ha lasciato un’impronta. Self Control era stata etichettata come disco italiana, ma in realtà nasceva da un giro di chitarra rock. L’avevo scritta due anni prima, quando suonavo con i Cafè Caracas era un brano anomalo, a metà fra rock e sonorità americane che funzionò suo malgrado».
La cover del singolo "Self Control" del 1984
Ora, dopo il successo del concerto-evento al Teatro Arcimboldi di Milano, Raf porta in scena «Self Control 40th Anniversary – Tour Teatrale», un viaggio nei teatri più belli d’Italia, da Orvieto a Bari passando per Roma, Napoli, Torino e Genova. Diciassette date per un artista che ha deciso di togliere lustrini e riflettori per ritrovare il suono delle sue canzoni.







