(di Angela Majoli) Una ballad autobiografica e romantica, una storia d'amore che nasce alla fine degli anni '80, attraversa gli anni difficili in cui "il mondo urla e stride" e si chiude con "un barlume di speranza, la certezza che alla fine quell'amore prevale su tutto".
Raf torna in gara per la quinta volta a Sanremo, a undici anni dal suo ultimo festival, con Ora e per sempre, brano scritto a quattro mani con il figlio Samuele Riefoli.
"Siamo partiti da uno spunto di Samuele, lo stavo aiutando a costruire una melodia, mi sono messo al pianoforte con lui e abbiamo steso la parte musicale", racconta il cantautore 66enne, icona del pop italiano, pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera ultraquarantennale, segnata dal ritorno in Warner.
"A un certo punto Samuele mi ha detto: papà, questo pezzo è più adatto a te, è una ballad con una melodia importante. E io l'ho messo da parte. Quando ho iniziato a pensare al mio nuovo album di inediti, che uscirà in autunno, ho completato la parte musicale e ho iniziato a scrivere il testo.
Da un cassetto è spuntato un biglietto ritagliato da un vecchio quaderno ingiallito dal tempo. Era la mia promessa di matrimonio scritta a macchina dal prete, in spagnolo, perché sposai Gabriella (Labate, ndr) nel 1996 a Campo Florido, un piccolo villaggio vicino l'Avana. La promessa chiudeva con: hasta que la muerte nos separe, finché morte non ci separi. Io trovai quella frase un po' triste, la cancellai e la cambiai scrivendo a matita ahora y para siempre, ora e per sempre. Da qui il titolo della canzone, e via via sono venute le parole".









