Certo che 164mila chiavi sono davvero tante! A tutti capita di scordarsi qualcosa – tipo io adesso volevo dire una cosa sulle chiavi di casa ma non me la ricordo... me la sono scordata... vabbè; ma che 164mila italiani nel 2024 si siano scordati le chiavi di casa – non perse, scordate; e non al bar o giù in macchina, ma dentro casa, cioè sono usciti, si sono chiusi la porta alle spalle, e ops! – comincia a essere un fenomeno preoccupante, altro che sbadataggine o testa fra le nuvole. O lo fanno apposta?
Il popolo degli smemorati, mai tante chiamate ai vigili per aprire la porta di casa
di Andrea Vivaldi
Magari è gente a cui piace chiamare i vigili del fuoco e vedersi buttata giù la porta di casa, ciascuno ha le sue perversioni. Sarebbe una spiegazione più logica di credere in buona fede a questa amnesia di massa relativa a una cosa così importante come le chiavi di casa. La casa non è esattamente un frivolo optional, una cosa che ti scordi di avere, anche se vai sempre in giro poi alla fine a casa ci torni, anche solo per farti una doccia; con quello che costano poi meglio tenersele strette, le case.
Eppure, c’è un sacco di gente che ci si chiude fuori! L’uomo primitivo viveva nelle caverne, senza porte né chiavi; forse la nostra mente si deve ancora adattare al cambiamento? O forse era il periodo? Perché il 2024 è stato “l’annus horribilis” delle chiavi di casa? Una reazione post-traumatica al lockdown degli anni precedenti? Gente che aveva passato così tanto tempo chiusa in casa da non volerci inconsciamente rientrare mai più? Ma poi perché così tanti casi in Toscana e Emilia? Che c’hanno le chiavi in centro Italia che uno se le scorda di più? Sono forse più piccole? Più sottili? Ai poli opposti, Lombardia e Sicilia, non le dimentica quasi nessuno; forse lombardi e siciliani devono spiegare il trucco a toscani e emiliani. Manco a dire che ti fai un nodo al fazzoletto per ricordartele: se ti dimentichi le chiavi di casa, figuriamoci il fazzoletto.






