di
Paolo Foschini
Un mazzo di chiavi lasciate per un giorno intero infilate alla catena davanti alla Stazione di Milano, un foglietto che le fa ritrovare al posto di Polizia. Senza neanche un nome da ringraziare. E il proprietario, anonimo anche lui, che ci scrive la sua storia: «La gente è buona. Me lo devo ricordare»
È sicuramente capitato a tutti. Dimenticare una cosa in giro e qualcuno che te la riporta: normale, ci mancherebbe. Ma la piccola storia che ci ha inviato un lettore, il quale si firma con nome e cognome chiedendo però di non essere citato, ha qualcosa di particolare. Per carità: il riassunto del fatto è già nella foto che vedete qui, avete già capito tutto e non ci sarebbe molto da aggiungere. Un mazzo di chiavi dimenticato e restituito, sai che storia. Il lettore ci ha mandato anche un piccolo video, se volete eccolo qua. Comunque i particolari sono due. Il primo è che la faccenda è successa a Milano davanti alla Stazione Centrale: uno di quei posti che in genere finiscono sui giornali per la «nera», per gli accattoni, per la gente incazzata, per tutte quelle cose che a seconda di chi parla fanno dire a uno «non c'è sicurezza», a un altro «sì però gli scioperi», a un altro «il problema è un altro». Il secondo particolare è che i protagonisti della storia sono tutti anonimi: senza nome il lettore distratto delle chiavi dimenticate, senza nome colui o colei che gliele ha fatte ritrovare. Nessuno a cui poter dire neanche grazie. Ma ecco la trascrizione del racconto inviatoci dal lettore e qui solo copia-incollato, con la sua considerazione finale a cui non aggiungeremo nulla.








