ROMA - “Prima di battere cassa a Giorgetti, spendete i fondi di coesione, visto che su tanti progetti rischiamo di essere in ritardo...”. Lo sfogo è di Giorgia Meloni. Dopo giorni di bizze a destra sulla manovra, con la Lega che chiede di alzare il contributo a carico delle banche e FI che si mette di traverso per la tassa sugli affitti brevi, la premier decide di tirare una linea. Lo fa al primo consiglio dei ministri utile. Il tono è severo. Matteo Salvini è accomodato al tavolo. L’altro vicepremier, Antonio Tajani, è assente, in trasferta in Mauritania, ma il messaggio, raccontano fonti azzurre, gli è stato recapitato quasi in diretta.
Fisco, imprese e affitti: ecco come l’esecutivo cambierà la manovra
di Giuseppe Colombo
Gli interventi della premier, rivelano diverse fonti presenti a Palazzo Chigi, sono due. Entrambi possono essere letti, in controluce, come messaggi a chi sulla Finanziaria, nell’ultimo periodo, si è agitato troppo.
Il primo richiamo riguarda appunto il pressing sul titolare del Mef, che per primo si è lamentato, nel weekend, degli "inseguimenti” dei colleghi di scranno. Meloni sembra difendere il ministro leghista dell’Economia. Anche dalle proteste montanti nel Carroccio, che si riunirà oggi proprio per fissare alcuni paletti e chiedere correttivi. Per la presidente del Consiglio, prima di battere cassa, di “rompere” al gran capo di via XX Settembre, occorre mettersi in paro con la spesa. “Sui fondi di coesione bisogna fare di più”, è l’appello di Meloni. Altrimenti tra un anno rischiamo di trovarci con alcune “grandi opere” incompiute. Parole condivise in pieno dal titolare degli Affari europei, Tommaso Foti. Un riferimento, quello alle infrastrutture, che è suonato come un avviso proprio a Salvini, tra i più scalpitanti sulla legge di bilancio.









