La battaglia contro la violenza di genere è una corsa ad ostacoli che si combatte tra emergenze quotidiane e ritardi strutturali. C’è il 1522, numero gratuito e sempre attivo, con centinaia di centri accreditati che offrono ascolto, rifugio e sostegno, spesso grazie al lavoro dei volontari.

Ma a fianco dell’impegno sono ancora tanti, troppi, gli aspetti da rivedere, da migliorare, da implementare: misure cautelari che rischiano di scadere e tempi dei processi che possono allungarsi, carenza di personale e formazione ancora disomogenea tra forze dell’ordine, magistrati e operatori, braccialetti elettronici sempre più diffusi ma senza risorse per monitorarne l’effettivo utilizzo.

E in mezzo rimangono le donne, intrappolate tra paura, sfiducia e giudizio sociale. Segno che la violenza di genere è un fallimento collettivo.

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I limiti della legge sui femminicidi e il rischio che scadano le misure cautelari