La strada, in qualche modo, è stata tracciata. La convocazione dei segretari di sezione dovrebbe cadere intorno al prossimo 5 novembre. Due giorni più tardi, il 7, sarà la volta della direzione provinciale. È così, che prenderà il via formale il congresso del Pd genovese. Un passaggio prima discusso, poi atteso, poi ancora congelato, ora più o meno programmato, che il prossimo 20 dicembre porterà al cambio al vertice del partito metropolitano.
Ma se sono definite date e coordinate temporali, compresi i 40 giorni che da statuto devono intercorrere tra il via alla finestra congressuale e il rinnovo delle cariche dem, tutto il resto è fatto di tante incognite. Anche perché la discussione all’interno del Pd genovese, già oggi, si intreccia con altre partite: dalle fibrillazioni nazionali ai rapporti di forza tra partito e giunta comunale.
Il nome di chi dovrebbe sostituire l’attuale segretario, l’ex capogruppo comunale ora consigliere regionale di area Schlein Simone D’Angelo, in realtà, già ci sarebbe. Francesco Tognoni, già collaboratore parlamentare dell’ex ministro Andrea Orlando e espressione dell’ultima fase di rinnovamento del partito locale, è la figura individuata in quota maggioranza per fare da proposta di candidatura unitaria alla guida del mondo dem. Vicino a Orlando e gradito all’altra ex ministra di casa, Roberta Pinotti, a sua volta vicinissima alla sindaca Silvia Salis, l’opzione Tognoni parrebbe essere l’unica davvero in campo, per ora.







