L'uragano Melissa è arrivata a Cuba nella mattinata di mercoledì 29 ottobre, dopo aver toccato terra all'alba come categoria 3 vicino alla città di Chivirico, nella provincia di Santiago de Cuba, con venti massimi che toccano i 195 chilometri orari. La tempesta, che martedì 28 ottobre aveva colpito la Giamaica quando era ancora di categoria 5, si sta ora dirigendo verso le Bahamas sudorientali dove dovrebbe arrivare nel tardo pomeriggio o in serata di mercoledì, secondo il National Hurricane Center (Nhc). Le autorità confermano almeno sette morti complessivi tra Giamaica, Haiti e Repubblica Dominicana, oltre 540mila persone rimaste senza elettricità e senza energia in Giamaica (77% della popolazione totale) e 735mila persone evacuate a Cuba. Melissa rappresenta il primo uragano di categoria 5 a colpire direttamente la Giamaica e la tempesta più potente mai registrata nella storia dell'isola caraibica. Il primo ministro giamaicano Andrew Holness ha dichiarato il paese “area disastrata”. Per questo è stato attivato un sito online per coordinare gli sforzi di soccorso e recupero.L'uragano Melissa visto dallo spazio
EumetsatCuba sotto l'uragano e la corsa verso le BahamasDopo aver devastato la Giamaica, Melissa continua la sua traiettoria distruttiva attraverso Cuba orientale, interessando principalmente le province di Santiago de Cuba e Guantánamo, area che si trova nella punta sud-orientale dell'isola cubana, a circa 900 chilometri dalla capitale L'Avana. Il National Hurricane Center prevede precipitazioni tra 250 e 500 millimetri su gran parte del territorio orientale, con picchi fino a 635 millimetri nelle zone montuose della Sierra Maestra, catena montuosa che raggiunge i 2.000 metri di altitudine. Queste piogge torrenziali potrebbero provocare inondazioni improvvise e frane nelle aree collinari. Inoltre, lungo la costa sud-orientale è attesa una storm surge – un innalzamento anomalo del livello del mare causato dai venti dell'uragano – tra 2,4 e 3,6 metri, sufficiente a inondare le zone costiere anche a centinaia di metri dalla riva. Il presidente Miguel Díaz-Canel, che ha supervisionato personalmente le operazioni di emergenza, ha dichiarato: "Sarà una notte molto difficile per tutta Cuba, ma ci riprenderemo". Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno completato l'evacuazione di circa 1.000 civili dalla base navale di Guantánamo Bay, enclave militare americana situata proprio sulla costa sud-orientale cubana, nella traiettoria diretta dell'uragano. Secondo le previsioni meteorologiche, Melissa dovrebbe uscire dalle acque cubane nel primo pomeriggio ora locale (in serata in Italia) per poi attraversare lo Stretto della Florida in direzione nord-est, raggiungendo le Bahamas sud-orientali nel tardo pomeriggio locale (tra le 23:00 e mezzanotte in Italia) come uragano di categoria 2 o 3. L'arcipelago bahamiano si prepara quindi all'impatto: le autorità prevedono piogge abbondanti e un innalzamento del mare tra 1,5 e 2,4 metri, che minaccia le isole basse dell'arcipelago.TOPSHOT - Residents self-evacuate under pouring rain from Playa Siboney to safe locations ahead of the arrival of Hurricane Melissa, in Santiago de Cuba, Cuba, on October 28, 2025. Hurricane Melissa was set to strike nearby eastern end of Cuba late Tuesday after pummeling Jamaica. (Photo by YAMIL LAGE / AFP) (Photo by YAMIL LAGE/AFP via Getty Images)YAMIL LAGE/Getty ImagesLa devastazione in Giamaica tra ospedali danneggiati e turisti bloccatiLa Giamaica, invece, ha già iniziato a fare i conti con le devastanti conseguenze del passaggio dell'uragano. L'isola, lunga 235 chilometri e larga al massimo 80 chilometri (poco più grande della Calabria), ha subito danni particolarmente gravi nella parte centro-occidentale, dove l'uragano ha toccato terra martedì intorno a mezzogiorno (ora locale). Quattro tra i più importanti ospedali dell'isola hanno subito danni strutturali e le autorità sanitarie hanno dovuto evacuare d'urgenza 75 pazienti da una struttura rimasta completamente priva di elettricità. Secondo Desmond McKenzie, vicepresidente del Disaster Risk Management Council, l'ente governativo che coordina la risposta alle catastrofi, la situazione appare particolarmente critica nell'area di St Elizabeth, divisione amministrativa sulla costa sud-occidentale dell'isola, che risulta "completamente sott'acqua" e attualmente inaccessibile alle squadre di soccorso. Nella cittadina costiera di Black River, sempre a St Elizabeth, almeno tre famiglie sono rimaste intrappolate nelle loro abitazioni circondate dalle acque. Le immagini che circolano dai social media mostrano scene apocalittiche: inondazioni che hanno sommerso intere strade, edifici con i tetti strappati via dal vento, alberi secolari abbattuti e arterie di comunicazione trasformate in torrenti di fango. A complicare ulteriormente la situazione, circa 25mila turisti stranieri – principalmente americani e britannici – sono bloccati sull'isola dopo la chiusura dei due principali aeroporti internazionali. Edmund Bartlett, ministro del turismo giamaicano, ha tuttavia fornito una prima rassicurazione dichiarando che l'aeroporto Norman Manley International di Kingston, la capitale situata sulla costa sud-orientale, potrebbe riaprire già nella giornata di mercoledì per consentire l'arrivo di voli umanitari e iniziare l'evacuazione dei visitatori bloccati. Sul fronte delle telecomunicazioni, la connettività internet è crollata al 30% dei livelli normali, isolando digitalmente gran parte della popolazione. Il primo ministro Holness ha spiegato che i tecnici dovrebbero riuscire a ripristinare elettricità e telecomunicazioni nella parte orientale dell'isola, meno colpita dalla tempesta, entro mercoledì, ma ha ammesso realisticamente che la zona meridionale e occidentale necessiterà di diversi giorni di lavoro.La risposta internazionale e la corsa contro il tempo per i soccorsiAnche sul fronte internazionale si sta organizzando la risposta all'emergenza. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, attualmente in tour in Asia, ha dichiarato mentre era a bordo del suo Air Force One che l'amministrazione americana è pronta a fornire aiuti alla Giamaica, paese che intrattiene stretti legami storici ed economici con Washington: "Lo stiamo monitorando da vicino e siamo pronti ad agire, ma sta causando danni enormi". Il Dipartimento di Stato ha confermato di aver ricevuto una richiesta formale di assistenza dal governo giamaicano e di stare coordinando la risposta con le autorità locali per l'invio di aiuti umanitari, squadre di soccorso specializzate e supporto logistico. Anche il Regno Unito, ex potenza coloniale della Giamaica che ha mantenuto legami stretti con l'isola (la Giamaica fa parte del Commonwealth), ha aggiornato i consigli di viaggio per i paesi caraibici colpiti. La ministra degli esteri britannica Yvette Cooper ha dichiarato che il Foreign Office fornirà assistenza consolare 24 ore su 24 ai cittadini britannici presenti sull'isola e ha assicurato la solidarietà del governo di Londra, aggiungendo di aver già parlato telefonicamente con il ministro degli esteri giamaicano per coordinare il supporto britannico.The Rio Cobre comes out of its banks near St. Catherine, Jamaica, shortly before Hurricane Melissa made landfall on October 28, 2025. Ferocious winds and torrential rain tore into Jamaica Tuesday as Hurricane Melissa made landfall, the worst storm ever to strike the island nation and one of the most powerful hurricanes on record. The extremely violent Category 5 system was still crawling across the Caribbean, promising catastrophic floods and life-threatening conditions as maximum sustained winds reached a staggering 185 miles per hour (295 kilometers per hour). (Photo by Ricardo Makyn / AFP) (Photo by RICARDO MAKYN/AFP via Getty Images)RICARDO MAKYN/Getty Images“L’ultimo briefing prima del landfall”Il ministro degli Enti locali giamaicano Desmond McKenzie ha riferito che quasi 6mila persone si trovano attualmente nei rifugi predisposti in tutto il paese, in particolare nelle aree di St Elizabeth e Westmoreland, dove è atteso l’impatto diretto del ciclone. E ha definito quello sarebbe stato “l’ultimo briefing prima del landfall”, invitando la popolazione a sfruttare “la piccola finestra di opportunità rimasta” per raggiungere un riparo sicuro. “Questo non è il momento di essere coraggiosi”, ha ammonito il ministro.Poco prima, il ministro dell’Energia e dei Trasporti Daryl Vaz aveva annunciato che oltre 240mila utenti, circa il 35% delle abitazioni e delle imprese giamaicane, sono senza elettricità a causa dei venti estremi che hanno costretto alla chiusura diverse sottostazioni e linee di distribuzione. Gli ospedali di Manchester e St Elizabeth funzionano con generatori di emergenza, mentre la maggior parte delle altre strutture sanitarie resta operativa. Vaz ha aggiunto che il 26% della rete mobile Digicel è offline per via delle interruzioni di corrente diffuse e che non sono previsti spegnimenti controllati della rete elettrica.Invece, per quanto riguarda la mobilità aerea, il ministro ha reso noto che i voli di soccorso e evacuazione potrebbero iniziare già da giovedì, se le condizioni lo permetteranno. L’aeroporto Norman Manley di Kingston non dovrebbe subire danni gravi, mentre lo scalo Sangster di Montego Bay rischia un “impatto potenzialmente invalidante”. L’aeroporto Ian Fleming sarà utilizzato come base alternativa per le operazioni di emergenza. Infine, Vaz ha confermato che l’occhio del ciclone si trova ormai molto vicino alla costa e che il landfall è previsto tra le 11:00 e le 12:00 ora locale (16:00–17:00 GMT). “Chi è ancora in casa, resti al riparo e non tenti di spostarsi”, ha detto. “Le prossime ore saranno le più pericolose”.Sulla Giamaica in tarda mattinataMartedì 28 ottobre, nelle prime ore del mattino, l’uragano Melissa ha mantenuto la sua forza devastante, con venti sostenuti che sono arrivati a 282 chilometri orari e raffiche ancora più intense. Il che lo ha reso anche la tempesta più potente a livello globale nel 2025. L’occhio del ciclone, ha un diametro di circa 18 chilometri e si trova a 185 chilometri a ovest-sudovest di Kingston, la capitale giamaicana: si sta muovendo lentamente verso nord-nordest ad una velocità di 8 km/h. Questo percorso indicava che il landfall, ossia l’arrivo della tempesta sulla terraferma, è previsto tra la tarda mattinata di oggi (ora locale) e il primo pomeriggio. Le condizioni meteorologiche sono peggiorate rapidamente: intorno alle 2 del mattino, venti quasi da uragano (cioè con velocità vicine al limite ufficiale di un uragano, 119 km/h) e piogge battenti hanno reso impossibile dormire a Kingston e a Montego Bay, altro importante centro dell'isola caraibica. Il National hurricane center ha invitato la popolazione a restare nei rifugi, avvertendo che mareggiate tra 2,7 e 4 metri spinte verso la costa dal vento e dalla bassa pressione, colpiranno la costa meridionale, mentre il movimento lento della tempesta probabilmente prolungherà l’esposizione dell’isola a condizioni estremamente pericolose per diverse ore oggi. Dopo aver attraversato la Giamaica, Melissa è prevista dirigersi verso la parte orientale di Cuba tra martedì notte e mercoledì mattina ancora come uragano maggiore di categoria 3, ossia con venti tra 178 e 208 km/h, con conseguenti mareggiate tra 2,1 e 3,3 metri sulla costa meridionale e accumuli di pioggia fino a 635 millimetri in alcune zone, sufficienti a provocare inondazioni e frane diffuse. Successivamente, le Bahamas sud-orientali e le isole Turks e Caicos subiranno l’impatto dell’uragano mercoledì pomeriggio, ormai indebolito a categoria 2, seguito da un possibile passaggio vicino alle Bermuda venerdì mattina, quando il ciclone dovrebbe aver perso ulteriore intensità.7 morti e 13 feriti ancor prima del landfallAttualmente il bilancio umano di Melissa – prima ancora dell'impatto principale – è di sette vittime e 13 feriti. Infatti, ai quattro morti di ieri nei Caraibi si sono aggiunti altri tre decessi in Giamaica avvenuti lunedì sera durante i preparativi per l'arrivo della tempesta, circostanza confermata dal ministro della salute Christopher Tufton. Tra le vittime giamaicane c'è un operatore sanitario ucciso dalla caduta di un albero nella comunità di St Elizabeth, area nel sud-ovest dell'isola dove è previsto che passerà il centro della tempesta, motivo per cui Tufton ha esortato la popolazione a richiedere aiuto piuttosto che esporsi a rischi durante i preparativi. Tre vittime precedenti erano state registrate ad Haiti, travolte da frane e alberi caduti, a cui se ne aggiunge una quarta in Repubblica Dominicana.Siti ufficiali e tracker istituzionaliIl punto di riferimento principale per monitorare l'uragano Melissa resta il sito del National Hurricane Center, accessibile anche attraverso l'url alternativo hurricanes.gov. La piattaforma pubblica bollettini aggiornati ogni sei ore alle 5, 11, 17 e 23 ora locale della costa orientale statunitense, intensificando la frequenza a ogni tre ore quando sono attive allerte costiere. Ogni bollettino contiene le coordinate precise del centro della tempesta, la velocità dei venti, la pressione centrale e il famoso "cono di incertezza", ovvero la rappresentazione grafica dell'area entro cui si muoverà il centro del ciclone con una probabilità del 60-70%. La sezione Graphics Archive del sito offre accesso a tutte le mappe storiche e ai dati delle tempeste precedenti, utili per confrontare Melissa con eventi passati.Per le immagini satellitari in tempo quasi reale, il National environmental satellite, data, and information service (Nesdis) della Noaa mette a disposizione visualizzazioni ad alta risoluzione catturate dai satelliti geostazionari GOES-16 e GOES-19. Il primo, posizionato sopra l'equatore a 75,2 gradi ovest, monitora l'intero bacino atlantico con scansioni ogni 30 secondi nelle aree dove si sviluppano cicloni tropicali, permettendo di osservare l'evoluzione dell'occhio dell'uragano e dei pattern convettivi circostanti. Il Nesdis offre anche un tracker interattivo che combina immagini satellitari con i dati ufficiali del Nhc, visualizzando su mappa le traiettorie previste e quelle passate. Un'altra risorsa istituzionale è il Weather prediction center della Noaa, che pubblica previsioni quantitative delle precipitazioni (Qpf), cruciali per valutare il rischio di alluvioni. Per Melissa, il centro ha stimato accumuli tra 380 e 1.016 millimetri in alcune zone della Giamaica e di Haiti meridionale entro mercoledì 29 ottobre. Le mappe Qpf vengono aggiornate ogni sei ore e sono uno strumento essenziale per capire dove si concentreranno le piogge più intense.Modelli meteorologici e risorse per appassionatiPer chi desidera analizzare i modelli di previsione numerica, Tropical Tidbits si è affermato come il riferimento più completo del web. Il sito, gestito dal meteorologo Levi Cowan, aggrega dati da decine di modelli globali e regionali, tra cui l'europeo Ecmwf, l'americano Gfs, il tedesco Icon e i modelli specifici per uragani Hafs-A e Hafs-B. La sezione Forecast models permette di confrontare le proiezioni di traiettoria e intensità di diverse simulazioni, evidenziando le divergenze tra i vari scenari. Tropical Tidbits pubblica anche la pagina Storm Info, aggiornata ogni 15 minuti con i parametri più recenti della tempesta secondo il sistema Atcf (Automated tropical cyclone forecast). Un'alternativa molto apprezzata è Windy.com, piattaforma che visualizza previsioni meteorologiche attraverso mappe animate e interattive.Per visualizzazioni satellitari alternative, Zoom Earth offre immagini quasi in tempo reale provenienti dai satelliti geostazionari Goes, Meteosat di Eumetsat e Himawari della Japan meteorological agency. Il servizio non richiede registrazione ed è particolarmente efficace per osservare l'evoluzione delle strutture nuvolose. Yale Climate connections, blog curato dai meteorologi Jeff Masters e Bob Henson, pubblica analisi approfondite su ogni ciclone significativo. Per Melissa, gli esperti hanno sottolineato come le temperature superficiali del mare nel Caraibico centrale fossero tra le più elevate mai registrate per fine ottobre, favorendo l'esplosiva intensificazione del fenomeno da tempesta tropicale a uragano di categoria 4 in sole 18 ore.










