Valorizzare i giovani talenti, sostenendoli nello sviluppo del senso critico e del potenziale creativo, è la mission di Navigare il futuro, il corso di alta formazione promosso dalla Fondazione Hillary Merkus Recordati con l’Università di Firenze che torna per la seconda edizione. Con una novità: un modulo dedicato al Made in Italy, con particolare attenzione al mondo della moda, "settore oggi chiamato ad affrontare sfide cruciali legate all’innovazione tecnologica, alla sostenibilità e alle nuove forme di consumo". In sintesi un percorso conoscitivo e di ricerca di una "intelligenza collettiva" nell'era della intelligenza artificiale. Già selezionati i nuovi 20 aspiranti "future planner", un profilo professionale che riassume la capacità di "affrontare la complessità del presente con visione critica, autonomia e creatività, grazie al dialogo tra saperi umanistici, scientifici e tecnologici". Il reclutamento dei talenti è stato affidato ad una commissione composta da docenti universitari ed esponenti del mondo imprenditoriale, culturale e creativo.
L'apertura mentale, la capacità di ascolto, il pensiero critico e la propensione al cambiamento, questi i criteri selezionati per premiare i meritevoli. Che affronteranno un percorso formativo di 125 ore, con una giornata inaugurale a Firenze, quattro fine settimana residenziali presso la Fondazione Dynamo Camp e una giornata conclusiva dedicata alla presentazione e alla premiazione dei progetti. Il gruppo autore dell’idea più originale e applicabile riceve, infine, una borsa di studio da 50mila euro. "Prendere 20 talenti tra loro sconosciuti - spiega Andy Bianchedi, presidente della Fondazione Hillary Merkus Recordati - dividerli in 4 gruppi e isolarli fuori da una comfort zone, sembrava una idea folle. Sono rimasto invece colpito dalle persone e dai loro brillanti progetti". La seconda edizione segna, inoltre, una crescita in termini di partecipazione: il programma si estende a tutti gli atenei toscani, coinvolgendo studenti, dottorandi e giovani laureati magistrali di ogni ambito disciplinare. "Visione, senso critico e autonomia di pensiero" sono questi i pilastri del percorso formativo individuati dalla rettrice Alessandra Petrucci. E rappresentano il legame tra la tradizione espressa dall'Ateneo e le sfide del futuro. Non di sola immaginazione vive il percorso, ma di sostenibilità del progetto e concretezza realizzativa, caratteristiche destinate ad essere testate in innovation Center, a Firenze. "Se c'è una cosa che le nuove generazioni hanno in più rispetto al passato sono gli strumenti tecnologici - sottolinea Alessandro Sordi, amministratore delegato e fondatore di Nana Bianca - occorre dunque imparare a sfruttarli al meglio, confrontandosi, perchè il futuro non è dei mediocri". Nonostante, infatti "le one man company siano destinate a segnare il prossimo futuro - sottolinea - è importante condividere idee e visioni". Chi si è aggiudicato la prima edizione garantisce oggi la bontà del percorso. L'illusione anatra-coniglio, è la rappresentazione figurativa scelta da Mirò Fanciullacci e Arianna Zerauschek per illustrare il progetto vincitore della prima edizione. Snailed Project, ideato con Alessio Anticaglia, Tommaso Baroni e Goffredo Guidi. Si tratta di un’esperienza immersiva, con stimoli audiovisivi, all’interno di un’installazione a forma di chiocciola. Un percorso di andata e ritorno volto ad "attivare una presa di coscienza sui bias cognitivi che incidono sulle decisioni delle persone", destinato alle giovani generazioni, ma applicabile anche ad altri contesti. Ritenuto "originale, fattibile, sostenibile finanziariamente, replicabile, tangibile nei risultati, con uno storytelling ben esposto e comprensibile". Il nuovo modulo, dedicato alla moda e al Made in Italy inserisce "creazione e bellezza", tra le parole chiave e avrà due mentorship d’eccellenza: Fabiana Giacomotti, storica del costume, e Micaela Le Divelec, imprenditrice e top manager nel settore del lusso.






