“Mai la guerra è santa, solo la pace è santa, perché voluta da Dio!”: lo ha detto papa Leone XIV partecipando al Colosseo alla cerimonia di chiusura dell’incontro internazionale per la pace organizzato dalla comunità di sant’Egidio. In “questa stagione della storia segnata dalla guerra e dalla prepotenza della forza”, ha detto Prevost, pregare deve portare ad una “apertura del cuore”, “non parole gridate, non comportamenti esibiti, non slogan religiosi usati contro le creature di Dio”.
Con le altre Chiese
Insieme a papa Leone dentro l’anfiteatro Flavio ci sono rappresentanti di altre Chiese cristiane, come il patriarca caldeo di Baghdad, Raphael Sako, il “ministro degli Esteri” del patriarcato ortodosso russo Antonio, Teodoro II, patriarca greco-ortodosso di Alessandria, Mar Awa III, patriarca iracheno della Chiesa Assira d’Oriente, Sahak II, patriarca armeno di Costantinopoli, l’arcivescovo Thabo Makgoba, primate della Chiesa Anglicana dell’Africa Meridionale, e il vescovo Henrik Stubkj?r, residente della Lutheran World Federation, nonché il fondatore e il presidente della comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi e Marco Impagliazzo, e i cardinali Matteo Zuppi, Gualtiero Bassetti, Baldassarre Reina, Jean-Marc Aveline, Fridolin Ambongo. Presenti fuori dal Colosseo anche esponenti di islam, ebraismo e altre religioni, a partire dal rabbino capo della comunità ebraica di Roma Riccardo Di Segni. L’incontro, intitolato “Osare la pace” e svoltosi in diversi luoghi di Roma, è stato aperto domenica dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed ha visto la partecipazione di circa 10mila persone. Il presidente di Sant’Egidio ha annunciato che l’incontro l’anno prossimo si svolgerà ad Assisi.










