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Ultimo aggiornamento: 14:01
“Giovedì abbiamo avuto una scena molto brutta, perché irruzioni in un’abitazione con bambini sfondando un muro sono scene che veramente nessuno vorrebbe vedere.” Così il sindaco di Bologna Matteo Lepore commenta a 24 Mattino, su Radio24, lo sfratto avvenuto il 23 ottobre in via Michelino, nella periferia nord-est della città. Due famiglie, con cinque minori complessivi, sono state allontanate da altrettanti appartamenti dopo la scadenza dei contratti di locazione, notificata già nel 2022. L’intervento, il settimo tentativo di esecuzione, ha visto l’ingresso forzato della polizia in tenuta antisommossa. Gli agenti hanno sfondato un muro con una mazza di ferro per accedere a un’abitazione, scatenando momenti di tensione con gli attivisti del collettivo Plat, presenti in sostegno alle famiglie.
Le famiglie, che avevano sempre pagato l’affitto, denunciano la mancanza di soluzioni abitative dignitose. Il proprietario voleva riconvertire gli spazi in affitti brevi (fino a 700€/notte, vista la vicinanza a BolognaFiere).
“Il problema è che se da un lato lo Stato interviene per liberare gli appartamenti – osserva Lepore – dall’altro non aiuta mettendo risorse per risolvere l’emergenza abitativa, che ormai è in tutte le città italiane ed europee. Oggi la povertà cresce e cresce la percentuale del reddito necessaria per pagare un affitto. Stanno aumentando gli sfratti per finita locazione, non per morosità: i proprietari decidono di cambiare la destinazione del proprio alloggio e passano all’affitto breve o ad altri usi più redditizi. Ma io credo che, anche dal punto di vista etico, nelle nostre città dobbiamo porre un argine al fatto che le famiglie non trovino più l’abitazione“.









