VENEZIA - Si conoscerà forse oggi l'esito del ricorso presentato ieri mattina da Fabio Bui, candidatosi a presidente della Regione Veneto per la lista Popolari per il Veneto. Il nome dell'ex presidente della Provincia di Padova domenica è stato depennato dall'ufficio elettorale della Corte d'Appello di Venezia per alcune irregolarità formali. In caso di conferma dell'esclusione, Bui potrà ricorrere al Tar. «Io continuo la mia campagna elettorale che già è breve di suo e in più credo di essere molto penalizzato da questa incertezza sulla mia candidatura», ha detto Bui ieri sera.
Tutto nasce dalla mancanza di un documento relativo alla nomina dei sottoscrittori del candidato presidente: «Il documento mancante l'ho presentato domenica, ma ci è stato detto che il termine era scaduto sabato». Di qui il ricorso presentato ieri.
Il Tribunale di Verona ha invece confermato l'ammissione della lista "Szumski - Resistere Veneto" con il simbolo del "Leone in moeca". Era stato Loris Palmerini, rappresentante del movimento politico "Venetie per l'autogoverno" a presentare una segnalazione all'Ufficio centrale circoscrizionale di Verona sostenendo che il simbolo di Szumski era confondibile con quello di "Venetie". Segnalazione respinta: «Il simbolo in questione - costituito dal Leone di San Marco anche nella versione cosiddetta "in moeca" - non può costituire oggetto di privativa di utilizzo a favore di alcun soggetto - recita una nota firmata dal presidente dell'Ufficio centrale circoscrizionale, Luigi Pagliuca -, trattandosi di simbolo storico e pubblico, simbolo della Repubblica di Venezia ed anche della stessa Regione Veneto». A detta del Tribunale, il simbolo di Szumski non è neanche confondibile con quello di "Venetie", lista che peraltro non era stata ammessa a precedenti competizioni elettorali.







