VENEZIA - Percorso in salita per due dei tre outsider candidati alle prossime elezioni regionali in Veneto. Ma anche per qualcuno dei big il day after della presentazione delle liste non sembra essere così sereno. La candidatura di Fabio Bui per “Popolari per il Veneto” è sub iudice dopo un primo respingimento per irregolarità formale della Corte d’Appello di Venezia. Anche Riccardo Szumski non se la passa benissimo: a Verona hanno presentato un ricorso sul simbolo, dicono che è stato copiato. In una tornata elettorale contraddistinta dal basso numero di aspiranti alla carica di presidente, le rigide regole per la presentazione delle liste rischia di assottigliare ulteriormente il totale dei pretendenti. Ma la burocrazia sta mettendo a dura prova anche i partiti della coalizione di centrodestra, primo tra tutti Fratelli d’Italia, i cui responsabili proprio ieri sono stati chiamati per una integrazione nella documentazione. E la cosa non va presa sottogamba.

Il problema nasce dalle disposizioni date dallo staff di Alberto Stefani, secondo cui ogni capo di partito avrebbe dovuto delegare un responsabile regionale per la consegna delle liste. Dunque Giorgia Meloni ha delegato Luca De Carlo, il quale però non ha potuto presentarsi fisicamente nei tribunali delle sette province a consegnare gli elenchi. Lui, a sua volta, avrebbe dovuto delegare altri sette responsabili provinciali, coloro che materialmente hanno depositato i documenti.