Roma, 28 ott. (askanews) – In Italia il risparmio ha un ruolo rilevante sia per tutelare le situazioni personali più imprevedibili, sia a livello sociale e collettivo, perché può attutire l’impatto delle crisi e ridurre le dipendenze dalle risorse estere. Inoltre agisce anche a favore dell’inclusione, della tutela della salute, della famiglia e delle reti sociali. Ma, sempre nella Penisola “avrebbe bisogno di una fiscalità ‘amica’”, secondo un risparmiatore su 3, e di una maggiore diffusione della cultura finanziaria, assieme a prodotti più semplici. Lo rileva l’indagine di Acri e Ipso, pubblicata in occasione della Giornata mondiale del risparmio, oggi a Roma.

Secondo lo studio, nell’ultimo anno anche dal punto di vista finanziario prevale la cautela e si riduce la ricerca di investimenti finanziari. Il portafoglio delle famiglie resta ancor più fortemente ancorato alla liquidità; il 64% degli italiani preferisce mantenere buona parte delle proprie riserve in liquidità. La quota di risparmiatori che preferisce investire è minoritaria (circa un terzo) e, quando lo fa, privilegia strumenti semplici e percepiti come sicuri.

Il possesso di prodotti finanziari è stabile nel tempo e mediamente poco diversificato. Le preferenze di investimento segnalano un parziale ritorno all’immobiliare e un arretramento sia della domanda di strumenti “sicuri” sia degli strumenti più rischiosi, mentre cresce la quota di coloro che non sanno indicare un investimento idoneo per le caratteristiche della loro famiglia.