Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

27 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 16:52

Quando ho letto il post dell’associazione Artemisia di Firenze, nelle ore successive alla loro espulsione da D.i.Re per aver violato lo Statuto, sono rimasta interdetta: “Espulse per aver associato uomini”. C’era una sorta di risentimento verso una decisione che sapevano fosse scontata. I toni erano quelli di una lamentatio aggressivo passiva che denunciava una sorta di ingiustizia nei loro confronti. Alla lamentatio seguiva un pistolotto morale edificante, in glassa buonista, sulla concordia tra uomini e donne. Le reazioni emotive sui social per questa “ingiustizia” non hanno tardato a farsi sentire.

La notizia dell’esclusione di Artemisia è stata commentata negativamente da molte donne: “noi non odiamo gli uomini” (“uomini” spesso scritto in maiuscolo) in una sorta di febbrile abiura e presa di distanza dalle ‘cattive femministe’ che non vogliono uomini tra i piedi. Nelle stesse ore, centinaia di commentatori aggredivano la pagina Instagram Dire, sfoderando muscoli e mostrando i genitali (metaforicamente parlando). Una shitstorm che ha spinto Simona Sforza e Maddalena Robustelli a fare un appello in solidarietà a D.i.Re. Tra le firmatarie dell’appello Lea Melandri e Wanna del Buono, fondatrice di Artemisia.