Milano, 27 ott. (askanews) – Una donna parla al telefono con l’amante che la sta lasciando, sentiamo solo la sua voce. Barbara Hannigan canta, recita, e dirige la Filarmonica della Scala in uno spettacolo che non si dimentica. E’ “La Voix Humaine” di Francis Poulanc su un testo di Jean Cocteau.
La soprano canadese è un’artista totale; da quindici anni è salita anche sul podio, e per questo debutto alla Scala ha portato anche ‘Metamorphosen’ di Richard Strauss, composto in Svizzera alla fine della seconda guerra mondiale, dolente meditazione sulla cultura devastata dalla guerra.
“La Filarmonica della Scala è meravigliosa, adoro fare musica con loro, dal primo giorno hanno avuto un suono e un respiro bellissimi”, dice.
Ma è nella tragedia lirica in un atto di Poulanc, uno spettacolo che porta in giro da quattro anni, che la sua tecnica di direttrice si fonde con l’attrice e con la cantante.
“Ne La Voix Humaine devono seguire la mia mano, non la mia voce. Anche io devo seguire la mia mano. Super complesso sì, e molto divertente”






