È ufficiale: Igor Tudor non è più l’allenatore della Juventus. L’esonero del tecnico croato è stato comunicato poco fa, confermando le indiscrezioni anticipate da Sky Sport nella mattinata. Dopo l’ottavo risultato negativo consecutivo e la terza sconfitta di fila — quella pesantissima dell’Olimpico contro la Lazio, terminata 0-1 — la società bianconera ha deciso di interrompere il rapporto con l’ex difensore. La panchina torna dunque a cambiare volto, ancora una volta nel segno dell’emergenza. Tudor, arrivato per dare una scossa a una squadra già in difficoltà, paga un rendimento deludente e un’involuzione preoccupante dal punto di vista del gioco e dei risultati. Nonostante avesse ribadito nel post-gara la volontà di non dimettersi, la società ha preferito agire con decisione, chiudendo la sua breve parentesi. Mercoledì, in occasione di Juventus–Udinese (ore 18.30), sulla panchina bianconera non ci sarà più lui. Al suo posto, in attesa di una scelta definitiva, guiderà la squadra Massimo Brambilla, attuale tecnico della Juventus Next Gen.
Una soluzione interna, momentanea ma non improvvisata: Brambilla conosce già diversi giovani presenti in rosa e ha la fiducia di Cristiano Giuntoli e della dirigenza. Nel frattempo, la Juventus guarda già oltre. In cima alla lista dei possibili successori ci sono tre nomi: Raffaele Palladino, Roberto Mancini e Luciano Spalletti. Il primo rappresenta la via più logica e coerente con la linea giovane e italiana voluta dal club. Palladino, uscito dalla Fiorentina in estate, ha già dimostrato di saper dare identità e gioco, e piace per la capacità di valorizzare i talenti emergenti. Mancini, reduce dall’esperienza con l’Arabia Saudita, porterebbe invece esperienza e leadership internazionale, anche se il suo ingaggio resta un ostacolo.











