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Opera pazienti svegli, dialogando con loro mentre interviene sul cervello. Nel suo libro Awake racconta la concentrazione, l’emozione e la fragilità che accompagnano ogni intervento, rivelando che la paura non è un limite, ma la forma più autentica di rispetto verso la vita
Operare un cervello umano mentre il paziente è sveglio, capace di parlare, di muoversi, di interagire: per la maggior parte delle persone è un’immagine al limite del fantascientifico. Per il dottor Christian Brogna, neurochirurgo di fama internazionale che, dopo anni di esperienza all’estero, oggi opera in Italia, a Roma, è invece la dimensione più autentica del lavoro. Una sfida quotidiana che unisce scienza e umanità, precisione e vulnerabilità, coraggio e consapevolezza dei propri limiti.
Di tutto questo Brogna ha parlato in Awake, il romanzo autobiografico appena pubblicato da Rizzoli nel quale racconta le emozioni, i timori e la concentrazione che accompagnano ogni intervento sul cervello di un paziente sveglio. Non un manuale tecnico, ma un viaggio dentro la mente – e dentro l’anima – di chi, bisturi alla mano, si trova di fronte al luogo più misterioso e sacro che esista: la sede più misteriosa della coscienza e dell’identità umana. Un libro scritto a quattro mani con Claudia Zanella, scrittrice e attrice, andato esaurito già in prevendita e in ristampa ancora prima del lancio ufficiale del 21 ottobre.







