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Nel suo nuovo report la relatrice speciale Onu spara su Roma, Berlino e Washington. Oltre a lei altri "esperti" nelle Nazioni Unite dimostrano di essere ultrà anti-Occidente
Il nuovo report pubblicato dall'Onu intitolato "Genocidio di Gaza: un crimine collettivo" scritto dalla relatrice speciale Francesca Albanese torna a porre una questione sull'imparzialità delle Nazioni Unite e dei suoi consulenti alla luce di posizioni che sembrano più animate da finalità politiche che oggettive.
Già il titolo del report dell'Albanese con l'utilizzo del termine "genocidio" potrebbe aprire un ampio dibattito ma l'aspetto più incredibile è l'accusa a Stati Uniti, Germania e Italia di essere "complici del genocidio" poiché: "il genocidio in corso a Gaza è un crimine collettivo, sostenuto dalla complicità di Stati terzi influenti che hanno permesso violazioni sistematiche e prolungate del diritto internazionale da parte di Israele. Incorniciata da narrazioni coloniali che disumanizzano i palestinesi, questa atrocità trasmessa in diretta streaming è stata facilitata dal sostegno diretto, dall'aiuto materiale, dalla protezione diplomatica e, in alcuni casi, dalla partecipazione attiva degli Stati terzi".






