Azzeccare il prezzo di un’Ipo non è mai facile. E lo è ancor meno quando la società che sta per approdare sul listino azionario è controllata da un gruppo che a sua volta è già quotato in Borsa. Il caso accaduto la settimana scorsa all’italiana NewPrinces, che ha in corso l’Ipo alla Borsa di Londra della controllata Princes Group, è emblematico dei dirompenti effetti a cascata che può avere un pricing diverso dalle aspettative che si erano create sul mercato.

Le attese

E’ accaduto che nelle scorse settimane tra gli investitori ci fosse l’attesa per un’Ipo che valorizzasse il 100% di Princes Group circa 1,5 miliardi di sterline. Mercoledì scorso la controllante NewPrinces ha annunciato la forchetta di prezzo dell’offerta che valorizza la società tra 1,16 e 1,23 miliardi. L’inatteso “sconto” sul prezzo ipotizzato dovrebbe facilitare il collocamento delle azioni rendendolo più attraente per gli investitori istituzionali e retail. Ma lo sconto è stato immediatamente traslato anche sulle azioni della controllante New Princes che, mercoledì scorso, ha perso in Borsa il 20%.

Nell’immediato, dunque, l’Ipo della controllata sta costando caro agli azionisti della controllante. Ma c’è tempo per rimontare, osservano gli analisti, perché i multipli di valutazione impliciti nel prezzo di offerta delle azioni Princes Group sono significativamente più bassi di quelli della media del settore (Ev/ebitda di 3,9-4,4 contro i 7,5-8 dei concorrenti, secondo le stime di Equita).