Immagini rubate dalla rete, modificate con l’intelligenza artificiale e trasferite su una piattaforma sessista. L’ennesima. Dopo lo scandalo scoppiato nell’inchiesta che ha coinvolto il sito – poi chiuso – Phica.eu, spunta un altro caso. La nuova piattaforma è SocialMediaGirls. Qui, vip di ogni genere, dalle cantanti alle influencer, dalle giornaliste alle donne impegnate in politica, sono decine le foto di donne che si sono ritrovate le loro foto di nudo dopo che gli utenti che bazzicano la piattaforma le hanno modificate con l’Ai. Lo sfogo su Instagram Tra chi ha scoperto per caso di essere vittima, c’è Francesca Barra, giornalista, scrittrice e figlia Figlia dell'ex deputato Francesco Michele Barra. «Ho scoperto ieri che su un sito per adulti circolano immagini di me nuda, generate con l’intelligenza artificiale». Barra affida il proprio sfogo su Instagram. Lo choc è stato notevole quando la giornalista ha notato quelle immagini. «Non sono io, ma qualcuno ha deciso di costruire quella menzogna per ottenere attenzione e insinuare il dubbio che potessi essermi mostrata in quel modo negli ambienti in cui lavoro o ho lavorato: in Mediaset e con @pierochiambretti». Il pensiero ai figli E poi, da lì a mille pensieri e preoccupazioni il passo è stato breve. «Ho pensato ai miei figli e ho provato imbarazzo e paura per ciò che avrebbero potuto sentire o leggere – racconta sul suo profilo Instagram –, se quelle immagini fossero finite nelle mani sbagliate. Non è arte, non è una scelta personale quindi ovviamente creata per suscitare morbosità pericolose perché basate sull’alterazione della realtà senza consenso della diretta interessata». E ancora, il pensiero va ai figli, non solo i suoi ma di tutte le persone che si sono ritrovate, vittime, dell’ennesima piattaforma sessista. «Ho pensato alle figlie e ai figli di tutti, alle ragazze che subiscono la stessa violenza digitale e che forse non hanno i miei stessi strumenti per difendersi o la mia forza per reagire. È una violenza e un abuso che marchia la dignità, la reputazione, la fiducia. Un furto dell’immagine, del corpo, della libertà di essere viste come si è — non come un algoritmo o una mente malintenzionata decide di rappresentarci». L’attacco alle tecnologie Poi l’attacco alle tecnologie che «dovrebbero essere strumenti di progresso, non di sopraffazione. E invece, troppo spesso, diventano armi: di manipolazione, di vergogna, di distruzione dell’identità. Chi crea, diffonde o ospita questo materiale commette un reato, ma troppo spesso le leggi, la rete e le piattaforme arrivano dopo».Barra racconta della tesi in criminologia sul cyberbullismo: «Ne ho discusso da poco, proprio perché spero di poter contribuire con competenza ad arginare questo fenomeno e a sensibilizzare famiglie, studenti, figli. Il mio assunto è che il cyberbullismo non è un problema fra ragazzi, ma uno specchio delle nostre fragilità collettive e infatti eccoci qui a dare, come sempre, il pessimo esempio. Questa non è solo la mia storia, ma il preludio di un pericolo che riguarda tutti. Nessuna donna, nessuna ragazza dovrebbe trovarsi di fronte a un corpo inventato e sentirsi ferita due volte: nell’immagine e con l’impunità».
La rabbia di Francesca Barra: “Mi sono ritrovata nuda su quel sito, violenza che marchia la dignità”
La giornalista e scrittrice vittima di SocialMediaGirls, l’ennesima piattaforma sessista: «Qualcuno ha deciso di costruire quella menzogna per ottenere attenzi…












