Novartis torna protagonista nel settore biotech con la più grande acquisizione degli ultimi dieci anni: il gruppo farmaceutico svizzero ha annunciato l’acquisto della statunitense Avidity Biosciences per 12 miliardi di dollari, pari a 72 dollari per azione, con un premio del 46% rispetto alla chiusura del titolo venerdì scorso al Nasdaq.
L’operazione, la più rilevante sotto la guida dell’amministratore delegato Vas Narasimhan, attribuisce ad Avidity un enterprise value di circa 11 miliardi di dollari e rafforza la posizione di Novartis nel campo delle malattie rare e neuromuscolari.
Secondo Narasimhan, due dei tre farmaci in fase avanzata di sviluppo da parte di Avidity potrebbero raggiungere vendite annuali di diversi miliardi di dollari, mentre il terzo ha un potenziale di fatturato tra i 500 milioni e 1 miliardo. Il Ceo ha spiegato che l’obiettivo dell’acquisizione è anticipare il rimpiazzo dei ricavi in scadenza per brevetti nel prossimo decennio:
“Vogliamo rafforzare i prossimi cinque anni in vista delle scadenze brevettuali dei primi anni 2030 — ha dichiarato Narasimhan al Financia Times — e creare una base di crescita solida fino al 2040.”
Avidity, con sede a San Diego, ha sviluppato una piattaforma innovativa basata su terapie a RNA, e di recente ha presentato risultati clinici positivi per il suo farmaco sperimentale Del-zota, destinato al trattamento della distrofia muscolare. La società prevede di presentare la domanda di approvazione regolatoria entro la fine dell’anno.









