Il principe Andrea se ne deve andare e deve farlo in fretta. Questo l’ordine di scuderia a Buckingham Palace che sta mettendo in campo tutte le sue risorse per convincere il fratello del sovrano a sloggiare da una magione di 30 stanze per la quale non paga l’affitto da più di 20 anni. Eppure, quello che sembra incredibile, è che il diretto interessato non ha la minima intenzione di farsi cacciare, per lo meno “gratis”.
Dalla sua, il duca di York ha un contratto blindato in base al quale il suo diritto a restare nella residenza dentro Windsor Park è indiscusso fino al 2078, a meno che non gli venga riconosciuto un indennizzo di 500.000 sterline. Tra l’altro Andrea, nel 2003, ha pagato 8 milioni e mezzo di lavori di ammodernamento e ristrutturazione del Lodge che era appartenuto a sua nonna, la regina madre, quindi non vuole sentire ragioni. Di più, secondo alcune fonti anonime, lui sarebbe convinto che la vera ragione per la quale Carlo III vuole allontanarlo da lì sia legata alla volontà di regalare quella residenza a sua moglie Camilla, per darle un luogo “degno” dove vivere se lui dovesse morire prima.
Una voce vicina al sovrano e sentita dal Times avrebbe spiegato che l’unico argomento che a questo punto il re potrebbe tirare fuori in maniera definitiva, visto che tutti gli scandali e l’indignazione popolare non sono bastati, è quello di affrontare Andrea a muso duro e digli in faccia: “hai sempre detto che la corona e la famiglia per te vengono prima di ogni altra cosa, bene, ora dimostralo”. Andarsene, a questo punto, sarebbe l’unico modo per togliere le castagne dal fuoco ad un re che ha fatto di tutto per salvare la sua immagine e quella della monarchia, nonostante le malefatte del fratello che ha sempre goduto dell’indulgenza della madre. Andrea sostiene di voler restare vicino alle sue figlie, che ultimamente stanno evitando uscite pubbliche per il troppo imbarazzo; ma è pur vero che Eugenie in realtà vive in Portogallo e per Beatrice, tenere le distanze da genitori così ingombranti ora è l’unico modo per restare ancora una principessa gradita a corte e dai sudditi.










