Scende dal palco Francesca Albanese (conseguenza della tregua a Gaza imposta da Donald Trump), sale Sigfrido Ranucci, che ha buone probabilità di restarci a lungo. La sinistra italiana non riesce a stare senza santi patroni da portare in processione. Tutti pescati fuori dai propri organigrammi e questo, almeno, è segno di realismo, indica consapevolezza dei limiti dei propri leader: inflazionati, spenti, incapaci di scaldare gli animi. Il conduttore di Report arriva oggi in soccorso di Maurizio Landini. La Cgil organizza un corteo con manifestazione a Roma, ed è il solito minestrone: la manovra, i salari, la pace, Gaza (l’Ucraina no, perché quella è divisiva), la resistenza contro la riforma della giustizia e quindi la Costituzione e allora la libertà di stampa e dunque Ranucci.

Il corteo arriva alle 15 in piazza San Giovanni, luogo simbolo della mitologia berlingueriana e cigiellina. La guest star giunta da Rai3 interviene in collegamento, parlano anche altri, conclude Landini. Sono attesi Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli con rispettive corti di parlamentari. Intorno a loro le sigle pacifiste e ambientaliste, tra cui Arci e Greenpeace, l’Anpi (per «ribadire la natura antifascista della repubblica»), i collettivi filopalestinesi, il “Global movement to Gaza” e altri della Flotilla. Protesteranno anche contro le opere pubbliche che creano lavoro: la confederazione rossa contesta «il progetto faraonico del Ponte sullo Stretto» e chiede d’investire nella mobilità sostenibile.