"E otto". Anche in Malesia Donald Trump trova il modo di spappolare fegati alla sinistra mondiale. Il presidente degli Stati Uniti ha co-firmato un accordo di cessate il fuoco tra Thailandia e Cambogia, ponendo fine a mesi di scontri lungo il confine che avevano causato oltre 40 morti e centinaia di migliaia di sfollati.
Il documento, firmato anche dai primi ministri Anutin Charnvirakul e Hun Manet, insieme al premier malese Anwar Ibrahim, prevede il rilascio di 18 prigionieri di guerra cambogiani e l'impegno reciproco a "rinunciare alla minaccia o all'uso della forza". "Questo è un giorno storico per tutti i popoli del Sud-Est asiatico", ha dichiarato Trump, ricordando di aver "già fermato 8 guerra dall'inizio del secondo mandato" e annunciando contestualmente anche un accordo commerciale con la Cambogia e un'intesa sui minerali critici con la Thailandia.
Secondo il ministro degli Esteri malese Mohamad Hasan, che ha seguito i negoziati per conto dell'Asean (la Associazione delle nazioni del sud-est asiatico) l'intesa include la presenza di osservatori regionali nelle aree di confine e l'obbligo per entrambi i Paesi di ritirare le armi pesanti e bonificare le mine. L'accordo, firmato durante la prima tappa del tour asiatico di Trump, è considerato un passo cruciale verso una pace duratura, in attesa di un trattato definitivo tra i due Paesi.











