VENEZIA - Adesso c'è da sperare che non crolli ulteriormente l'affluenza, perché il primo dato che balza agli occhi di questa tornata elettorale in Veneto è il sensibile calo degli aspiranti governatori. Erano undici cinque anni fa, stavolta cinque. Merito, forse, di coalizioni larghe, addirittura larghissime nel caso del centrosinistra. Ieri a mezzogiorno è scaduto il termine per presentare le candidature e i numeri arrivati dai tribunali e dalla Corte d'appello di Venezia certificano il calo di aspiranti amministratori regionali: 16 liste contro le 19 del 2020 per un totale di 845 candidati consiglieri contro i 900 di cinque anni fa.

Al netto di possibili esclusioni (tra oggi e domani, finito il vaglio delle "carte", si saprà se la Corte d'appello confermerà tutte le candidature), alle elezioni del 23 e 24 novembre la sfida sarà dunque tra Alberto Stefani per il centrodestra (sostenuto da 6 liste: Lega, FdI, FI, Udc, Noi Moderati, Liga Veneta Repubblica), Giovanni Manildo per il centrosinistra (con lui 7 liste: Pd, M5s, Avs, Volt Europa, Le Civiche Venete, Rifondazione Comunista, Uniti per Manildo), Marco Rizzo (Democrazia Sovrana Popolare), Riccardo Szumski (Resistere Veneto), Fabio Bui (Popolari per il Veneto).