In Puglia monta l’indignazione del centrodestra per la candidatura di Bassam Jarban, il palestinese-barese con la kefiah, che correrà in sostegno ad Antonio Decaro alle regionali in Puglia, nella lista del Movimento Cinquestelle. Indicato da Rifondazione Comunista per sancire il patto elettorale con Giuseppe Conte, Bassem vanta sulle sue pagine social una vera e propria galleria degli orrori. Galleria che comprende tutto l’armamentario pro-Pal che ci siamo dovuti sorbire in questi mesi. Si va dalla beatificazione di Francesca Albanese («Questa donna meriterebbe il Nobel per la pace», scrive Bassem), alla glorificazione della Flotilla. Immancabili le immagini delle dottoresse che gettano nel cestino i medicinali prodotti in Israele e naturalmemte foto e video delle varie manifestazioni cui il candidato di Decaro ha partecipato con trasporto, urlando «Palestina libera dal fiume al mare».
Frase che - ormai tutti sanno- è la versione edulcorata della volontà di cancellare lo Stato di Israele dalla faccia della terra. Poi ci sono gli insulti agli esponenti di centrodestra. Nel mirino del barese ci sono il vicepresidente della Commissione europea Fitto e l’eurodeputata di Fratelli d’Italia Elena Donazzan etichettata come «mostro» e come «sio...nazista, fascista di m...». Capitolo a parte merita la passione viscerale che Bassam Jarban nutre per la kefiah, negli anni diventato il simbolo pro-Pal per antonomasia. Bassam la piazza dappertutto: in un video si vede lui che la avvolge al collo di Michele Emiliano subito dopo l’annuncio del governatore uscente della Puglia dell’interruzione dei rapporti con Israele (Netanyahu non ci avrà dormito la notte...).







