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Dalla scorsa settimana le azioni di Xiaomi, la grande azienda cinese conosciuta perlopiù per i suoi smartphone a basso prezzo, sono in calo in borsa per le preoccupazioni degli investitori sulle sue auto elettriche, in particolari sui problemi di sicurezza che stanno avendo. Solamente di recente Xiaomi si è messa a fare auto, che in Cina sono vendutissime, al punto che anche in Europa e negli Stati Uniti ci sono aspettative per un’eventuale esportazione dei modelli.

L’ultimo episodio è avvenuto la scorsa settimana, quando una Xiaomi SU7 Ultra, uno degli ultimi modelli, ha sbattuto violentemente contro un guardrail a Chengdu, città nella Cina centrale. L’auto ha preso fuoco e il passeggero è rimasto bloccato dentro perché le portiere non si aprivano; i soccorritori ci hanno messo molto tempo a forzarle, e alla fine l’uomo è morto. Subito dopo il prezzo delle azioni di Xiaomi è sceso di quasi il 9 per cento in un giorno, e il 12 per cento in tutta la settimana.

Il tema della sicurezza delle auto Xiaomi aveva già iniziato da tempo ad innervosire gli investitori. Ad aprile un altro incidente bloccò le portiere di un’altra auto Xiaomi, e in quell’occasione morirono tre persone: il prezzo delle azioni toccò un punto minimo. A settembre c’era stato poi un richiamo di 115mila auto Xiaomi SU7 da parte dell’ente cinese competente, per alcuni problemi di sicurezza durante l’uso delle funzionalità di guida assistita. Xiaomi ha annunciato un aggiornamento software per tentare di risolvere, ma intanto anche quello si è aggiunto alla lista di cose che suscitano dubbi sulla sicurezza. Al di là dell’incidente di settimana scorsa, le azioni calavano già da qualche settimana.