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Nel pomeriggio del 20 ottobre si è saputo che Jannik Sinner, uno dei due migliori tennisti al mondo, non giocherà con la Nazionale italiana le finali di Coppa Davis in programma a Bologna a novembre. La Coppa Davis si gioca ogni anno ed è la più importante competizione a squadre nel tennis maschile. L’Italia ha vinto le ultime due edizioni, nel 2023 e nel 2024 (con Sinner, e anche molto grazie a Sinner), e prima ancora l’aveva vinta nel 1976. Filippo Volandri, di fatto l’allenatore dell’Italia, ha detto che Sinner «non ha dato la sua disponibilità per il 2025». Sinner ha spiegato le sue ragioni dicendo che preferisce avere più tempo per preparare la prossima stagione, ma nel frattempo è stato da più parti criticato. In particolare – e non è una novità – in diversi articoli pubblicati sui principali giornali italiani, sportivi ma non solo.
Le critiche hanno a che fare anche con quanto intensamente e improvvisamente, proprio grazie a Sinner, sia seguito oggi il tennis in Italia. Questo fatto ha due principali conseguenze: una forte polarizzazione su gran parte di quel che lo riguarda, e un approccio all’analisi di quello che fa spesso portato all’estremo, anche con toni e modi altrimenti estranei al tennis.











