La notizia era nell'aria ma l'ufficialità ha riacceso il dibattito: Jannik Sinner, numero due del mondo e eroe della doppietta italiana in Coppa Davis (2023 e 2024), ha detto "no" alla convocazione per le Final 8 di Bologna del 2025. Una decisione che, sebbene motivata da esigenze di calendario e preparazione, ha immediatamente sollevato una polemica accesa sul senso di appartenenza e le priorità economiche nel tennis moderno. La motivazione ufficiale: Focus sull'Australia Sinner, attualmente impegnato a Vienna e reduce dall'esibizione milionaria di Riad, ha spiegato la sua scelta citando la necessità di ottimizzare la preparazione per la stagione successiva. "È stata una decisione non semplice, ma dopo Torino l'obiettivo è partire col piede giusto in Australia," ha dichiarato Sinner. "Non sembra, ma una settimana di preparazione in quel periodo può fare la differenza. La Coppa Davis l'abbiamo vinta nel 2023 e nel 2024 e questo ha avuto il suo peso. Stavolta abbiamo deciso così con il mio team." Il capitano azzurro, Filippo Volandri, ha confermato che Sinner "non ha dato la sua disponibilità per il 2025", aggiungendo con tono conciliatorio: "La Coppa Davis è, e resterà, sempre casa sua e sono certo che Jannik tornerà presto a far parte della squadra." La lista dei convocati per le Final 8 vede invece la presenza del grande rivale Carlos Alcaraz (Spagna) e di Alexander Zverev (Germania). La frattura tra difensori e critici La rinuncia di Sinner, che in passato ha già saltato eventi di rilievo come le Olimpiadi (Tokyo 2020 e Parigi 2024), l'incontro al Quirinale e il Festival di Sanremo, ha diviso profondamente il mondo del tennis italiano. I DIFENSORI: “Priorità professionale” A schierarsi in difesa dell'altoatesino sono figure storiche come Paolo Bertolucci (vincitore della Davis '76), che ha sottolineato l'autonomia dell'atleta: "Sinner, essendo un libero professionista, deve programmare la sua attività e il suo percorso nel circuito come meglio crede. La Coppa Davis non è la manifestazione più importante, lo sono gli Slam e le Finals. La sua non è mancanza di senso di appartenenza visto che ce l'ha fatta vincere due volte." Anche l'ex capitano Corrado Barazzutti ha parlato di "scelta rispettabile", evidenziando il forte attaccamento alla maglia già dimostrato da Sinner. Tuttavia, Barazzutti ha aggiunto una nota personale: "Io ho sempre giocato, a meno che non avessi problemi fisici che me lo impedissero." I CRITICI: Lo "schiaffo" al cuore Di parere nettamente opposto è Nicola Pietrangeli, icona del tennis italiano, che non ha usato mezzi termini nel commentare la decisione: "È un grande schiaffo al mondo sportivo italiano. Spero che durante la Davis poi non vada a giocare da qualche altra parte... Oggi il mondo è troppo pieno di soldi. Il cuore lo lasciano da parte..." Anche il presidente della FITP, Angelo Binaghi, pur rispettando la scelta, ha espresso un rammarico istituzionale: "Comprendiamo e rispettiamo la decisione di Jannik, per noi comunque molto dolorosa." L'Italia al banco di prova Nonostante il pesante forfait, la squadra azzurra proverà a conquistare il terzo titolo consecutivo a Bologna con una formazione di alto livello ma priva della sua stella. Volandri ha convocato Lorenzo Musetti, Flavio Cobolli, Matteo Berrettini, Simone Bolelli e Andrea Vavassori. In attesa della Davis, il focus immediato è sul torneo di Vienna, dove Lorenzo Musetti è impegnato nella corsa per un posto alle ATP Finals 2025. Musetti, che domani sfiderà Stefanos Tsitsipas, ha espresso grande motivazione: "La mia fame di essere a Torino è grandissima e mi sta dando la motivazione per inseguire i miei sogni".